giovedì 6 luglio 2017

Web Marketing Festival. Rimini 23 e 24 Giugno 2017. Alcuni fra i tanti motivi per cui occorre andarci

E' da pochissimo terminato il Web Marketing Festival che alla sua quinta edizione punta sulla innovazione digitale e sociale.
Innovazione nel marketing, nel data Journalism e nella strategia, nel sociale con il no profit e la digital health.
Si contano 6.000 partecipanti la mattina del 23 giugno in Sala Plenaria dove, a introdurre i lavori c'è Cosmano Lombardo, Chairman del Web Marketing Festival che illustra l’intera due giorni.






A fare da co-conduttrice di questa quinta edizione, una incredibilmente brava Giorgia Palmas, che nonostante la iniziale diffidenza della sala, si rivela non solo una valida conoscitrice del digitale ma anche un'abile presentatrice di argomenti spinosi e in una parola, la protagonista che sa tenere in pugno un pubblico così ampio e smaliziato.
La mattina inizia bene con l’intervento del sociologo Francesco Morace che metterei tranquillamente tra gli interventi meglio riusciti di questo Festival.
Innanzitutto fornisce un quadro generale sugli attuali trend digitali denso di riflessioni sulle novità introdotte dalla Digital Transformation tutt’ora in corso e definendo il digitale il bruco che diventa farfalla.
Il concetto più interessante espresso da Morace è il cambiamento sociale avvenuto negli ultimi anni. Si è passati secondo la sua opinione dala Piramide della visibilità (1950- 2000 con status, esclusività, rappresentanza, ecc) alla Piramide della Credibilità (2005 – 2020 con rispetto, conoscenza, reciprocità, ecc). E i prossimi anni consolideranno tale direzione con una sharing economy sempre più forte e una maggior spinta all'imprenditorialità, oltre a tante altre cose forse neanche ipotizzabili.




Si affronta anche il tema criminalità informatica grazie a Riccardo Meggiato, esperto di cybersecurity e Lorenzo Tondo con particolare approfondimento su Mafia e Digitale, il presente e il futuro della criminalità organizzata.
Altro tema esplorato è quello del Mercato Media Digitali
Il contributo di Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, con l’approfondimento Internet Media: le dinamiche e i dati del mercato”. Da questo intervento risulta che “è il Video advertising a trainare la crescita del comparto pubblicitario online: nel 2016 ha infatti superato ampiamente i 500 milioni di euro e nel 2017 potrebbe rappresentare oltre un quarto del totale Internet adv.

Viene anche presentata l'Associazione Scientifica Retinoblastoma ed Oncologica Oculare, realtà con la quale quest’anno il Web Marketing Festival ha avviato una campagna di fundraising.
Tra gli interventi più interessanti quelli sul Turismo on line, se
Altri interventi invece si ostinano a parlare di fake news che ritengo personalmente il fenomeno meno interessante del digitale. Perchè evidenzia l'ignoranza della massa e in questo non si capisce cosa possa esserci di intrigante.
Un momento davvero degno di nota è la testimonianza di Laura Di Bonaventura, Marketing Director LEGO Life, che presenta in anteprima italiana “LEGO Life”, l’innovativa idea di social network.
LEGO Life è l’app LEGO destinata alle nuove generazioni di bambini e pensata per proseguire quella che è da sempre la missione del Gruppo LEGO: ispirare i costruttori del domani. Si tratta della prima social experience nella vita di un bambino, in un ambiente assolutamente sicuro, afferma Di Bonaventura.
Nella finale della Startup Competition la start up che mi colpisce di più c'è quella dedicata al vino wenda. Si tratta di una start up innovativo che ha come scopo principale quello di assicurare la bontà del vino nelle fasi di trasporto soprattutto con riguardo al commercio elttronico. Mediante un sensore dell'Internet delle cose si preoccupa di monitorare il vino in tutte le fasi del trasporto fino alla consegna con l'accortezza di non rovinarlo mai.
Perchè il vino è una cosa seria.
Tra le attività collaterali e di cui non si può che ringraziare Rimini che è innovativa “dentro”:
  • l'apprezzatissima area bimbi che permette a tutti i genitori di godersi un fantastico festival con i bimbi in (gratuite) e ottime buone mani
  • la costante festa sulla spiaggia al Bagno 26 di Rimini che si considera ormai un appuntamento necessario e
  • l'ottimo aperitivo prefestival per gli addetti ai lavori

In conclusione si può solo considerare che il web marketing festval è decisamente un appuntamento obbligatorio per chi si occupa di digitale. Tutti gli anni.


sabato 17 giugno 2017

WINEINCONTEXT COME CONIUGARE VINO (DIRITTO) E WEB- 24 GIUGNO; BRESCIA


Inizia una nuova avventura. Insegno, pratico e scrivo di diritto dell'informatica da tanti anni. Più di 20. Ma soprattutto insegno, scrivo e mi occupo di politiche di sicurezza delle informazioni ed elaborazione di documenti e procedure Privacy da quando in Italia “la protezione dei dati personali” non era ancora legge. Ci ho sempre creduto all'importanza e alla libertà di farsi i fatti propri e anche a poter verificare che gli altri non se ne occupassero troppo. Dei miei, naturalmente. Considerato poi che amo ogni novità del digitale e frequento (morbosamente) qualunque social, l'operazione sembra diventare sempre più difficile.
Sono anche convinta che negli anni a venire chi meglio saprà gestire le proprie informazioni avrà sicuramente più possibilità di scelta, di come essere rappresentato, evitando di essere danneggiato, ma soprattutto di fare business in Rete.
Ma non volevo parlarvi di questo.
Naturalmente oltre alla privacy e al digitale ho tanti altri amori che sono il cinema, il mare, la letteratura e certamente il cibo e il (buon) vino e finalmente grazie all'intuizione di una collega socialgnock (gruppo su Facebook di donne, professioniste del digitale, molto attive in vari campi del web) Fabiana Cagnazzo, PR e Social Media Manager dell'azienda vitovinicola salentina Pinto's (http://pintos.it/site/) vengo coinvolta in un bellissimo progetto che si chiama wineINcontext


Premetto che La Pinto’s Wine & Olive Oil è una startUp localizzata in Franciacorta e NON concentrata sulle Bollicine e che nasce allo scopo di selezionare, promuovere e commercializzare prodotti enogastronomici di eccellenza del territorio Italiano. La commercializzazione dei prodotti è rivolta in particolar modo al settore Ho.re.ca della regione Lombardia. Pinto's ha effettuato una selezione di aziende produttrici sul Territorio Italiano garantendo un contratto di esclusiva per la regione e fornendo oltre 100 referenze divise per categoria alimentare, di cui l’Olio extravergine d’oliva e il Vino Primitivo e Negroamaro.
Il progetto WineInContext prevede un evento il 24 Giugno 2017 in Franciacorta dove, alla Locanda da Giulia, oltre a una cena e alla degustazione di vini e prodotti con l'ottima illustrazione del sommelier David Stain e degli Chef Michele De Rosa e Giulia Begni, accompagnati dalla musica di Big Mama, io nel ruolo di moderatrice dell'evento, cercherò di introdurre degli elementi, pillole di legge digitale; partirò dal corretto uso dei social nelle differenti declinazioni da Twitter a Instagram passando per l'obbligatorio Facebook, all'uso dei tag e delle foto e dei video alla peculiarità e alle derive dei post e dei commenti e di fattispecie, che vedono i Social protagonisti di diverse e incredibili vicende.
Presenterò poi qualche passaggio di due recenti libri che hanno come protagonista la tecnologia che sono La Femmina nuda di Elena Stancanelli e Anna sta Mentendo di Federico Baccomo.
L'idea di fondo è quella di (in)formare e formare divertendosi. Lo farò anche e soprattutto grazie alla interazione con i partecipanti che saranno premiati con i prodotti Pinto's per il miglior post pubblicato nell'arco della serata.. Verrà premiato anche il peggiore, con un corso di 7 ore intensivo sulle novità del Nuovo Regolamento Europeo Privacy., tenuto da me in luogo e data da decidersi.
Per maggiori informazioni su prenotazioni ed evento http://pintos.it/site/wine-in-context-program/


giovedì 18 maggio 2017

Multa da 110 milioni di Euro a Facebook da parte dell'Antitrust UE


E' di oggi la notizia di una MegaMulta da 110 milioni di Euro a Facebook per aver fornito informazioni fuorvianti all'Anitrust UE . Già al momento dell'acquisizione di WhatsApp Facebook aveva garantito che gli account social non sarebbero mai stati collegati con le chat.
Cosa che non è chiaramente avvenuta, basta infatti registrare un nuovo contatto su WhatsApp per vedere misteriosamente apparire nei suggerimenti degli amici il suo profilo Facebook, anche qualora costui abbia fornito ad esempio un'identità diversa.
Si precisa che la decisione dell'Antitrust non è legata, spiega l’Ue, a procedure antitrust nazionali in corso né a problemi di rispetto della privacy e della protezione dei dati ma per aver dato informazioni errate alla Commissione mentre questa stava decidendo se dare l’ok all’acquisizione della piattaforma di messaggistica.
Naturalmente la vicenda era monitorata dall'Antitrust già a partire dall'annuncio di acquisizione del 2014. Il social network si andava ad unire a una promettente applicazione di messaggistica potendo creare così una concentrazione di potere non conforme alle regole europee. Per questo l’Antitrust Ue aveva chiesto chiarimenti.
E Facebook rispondeva assicurando alla Commissione Ue di non poter collegare gli account Facebook con quelli di Whatsapp. L'informazione spiega l'Antitrust è stata ribadita per iscritto due volte: sia nella notifica dell'operazione, che in una risposta a una richiesta di informazioni specifica della Commissione.
Addirittura il Social sostenne che non era possibile tecnicamente, né c’era la volontà di condividere le due piattaforme. Invece, due anni dopo, ad agosto del 2016, sul blog ufficiale WhatsApp annunciava proprio ciò che l’Antitrust temeva: la fusione tra i due servizi allo scopo di ottimizzare l’offerta pubblicitaria sulle bacheche degli utenti.
A quel punto l’Unione Europea indaga e il risultato è l'attuale maximulta, che l'Antitrust spiega avrebbe potuto esssere ben più alta, potendo arrivare all'1% del fatturato mondiale, per aver fornito informazioni “errate e fuorvianti”. Si rammenta al riguardo che anche secondo la disciplina nazionale fornire informazioni errate o addirittura false è sanzionabile in alcuni casi anche sotto un profilo penale.
110 milioni di euro è la cifra decisa dall’Antitrust per aver realizzato il collegamento degli account due anni dopo aver garanntito che non era possibile.
La commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager spiega, annunciandolo stamattina anche in un  Tweet che questa multa, alta ma proporzionata e con un forte impatto dissuasivo fornisce un segnale alle imprese, mostrando che devono rispettare tutti gli aspetti del regolamento Ue sulle concentrazioni, compreso l’obbligo di fornire informazioni esatte.
Si ricorda che è recente la decisione dell'Autorità italiana che ha irrogato a WhatsApp una sanzione da 3 milioni di euro per aver indotto a credere che se non avessero dato il benestare alla condivisione dei propri dati con Facebook non avrebbero potuto usare il servizio di messagistica.
Si evidenzia che in ambito privacy questo comportamento è vietato. Ne ho scritto di recente su StartUpItalia! con l'articolo sulle regole dei Garanti Ue ai colossi web dove chiaramente si indicava il divieto di far ricorso ai cd. “tracking walls”, e cioè di imporre scelte del tipo “prendere o lasciare” che forzino gli utenti ad esprimere un consenso al tracciamento delle proprie attività on-line pur di accedere a contenuti determinati.




lunedì 10 aprile 2017

IJF17 un Festival Internazionale corale e partecipato, pensato per il pubblico e dal pubblico


Se fino all’anno scorso essere al Festival era importante, adesso è diventato indispensabileGreg Barber direttore progetti per le notizie digitali al Washington Post.Un’edizione straordinaria, intensa e partecipata.Mai come quest’anno IJF ha trasformato l’Italia in una grande piazza di discussione e di incontro tra i cittadini e i giornalisti provenienti da tutto il mondo, sui temi di informazione e attualità.Cinque giorni in cui il Festival non ha solo parlato di giornalismo ma ha fatto giornalismo, attraverso le testimonianze e la passione di chi vuole esserci, partecipare e condividere.Mai come quest’anno l’età media del pubblico è stata così bassa. È la prova che mai come oggi c’è tanta voglia di giornalismo di qualità.693 sono stati i relatori di IJF17, provenienti da 44 paesi diversi (930 gli ospiti totali tra speakers e accompagnatori).I numeri di IJF17 287gli eventi, tutti a ingresso libero e in diretta streaming, dei quali 87 in traduzione simultanea – tra incontri-dibattito, talk interviste, serate teatrali, premiazioni presentazioni di libri, workshop, case history, nuove realtà e tendenze editoriali - in 15 luoghi del centro storico di Perugia.14 gli alberghi prenotati a Perugia solo dall’organizzazione del Festival per speaker e accompagnatori, per un totale di 2022 camere nei 5 giorni. Più di 2000 i giornalisti accreditati, circa 170mila le visite al sito internet.Facebook > 655mila sono state le visualizzazioni dei contenuti del Festival, 175mila tra ‘mi piace’, clic sui post, commenti e condivisioni durante i 5 giorni.1831 i nuovi ‘mi piace’ sulla pagina.15 e dirette nei 5 giorni; più di 190mila le visualizzazioni video, dei quali 157mila con le dirette dei video nativi su FacebookIl video più visto in diretta streaming è stato Gazebo Live! con più di 34mila visualizzazioni.Curiosità: oltre 120mila sono state le persone raggiunte fuori dall'Italia via Facebook.Oltre 500mila il numero totale degli utenti, in Italia e all’estero, raggiunto nei 5 giorni.

Instagram > 2.079 post pubblici, con l'hashtag #ijf17 (di cui 150 i miei..sto scherzando ma mica tanto) https://www.instagram.com/p/BSrtrZuFkmJ/?taken-by=mochi27

sabato 8 aprile 2017

Assaggiatori di vino cercasi


Una startup cerca candidati per questo lavoro.
Si chiama Wineowine, azienda romana nata nel 201.
Sono mesi che Wineowine cerca buoni assaggiatori-viaggiatori, stranamente con poca fortuna. Perché in Italia il vino è una grande passione, ma pochi scelgono di farne un lavoro. Cercare, gustare, mappare, tracciare per milioni di clienti le bottiglie più buone e sconosciute, questo il compito di chi andrà a lavorare per loro.
In Italia ci sono quasi 100.000 produttori di vino, e il 95% ha dimensioniridottissime (dati Istat), questo fa sì che tante eccellenze rimanganoinvendute in cantina e gli appassionati non abbiano la possibilità di assaggiarle.
Il prescelto viaggerà in tutte le regioni, e l’azienda ha intenzione di premiare chi si candiderà con la possibilità di portarsi un accompagnatore.
Agli amanti dei viaggi avevamo già raccontato dell’azienda che cerca un esperto social per prendersi cura del suo profilo Instagram e immortalare le più ambite mete turistiche senza sborsare un centesimo (Leggete Qua).
È ovviamente necessaria una qualifica professionale riconosciuta, dasommelier o assaggiatore professionista, oppure una comprovata esperienza nella degustazione del vino. In mancanza di questi titoli, potreste comunque consolarvi alloggiando al Bed&Breakfast dove i clienti vengono sistemati in enormi botti abitabili immerse.
La foto fatta da me sui vini delle cantine Antonelli non ha a che fare con la proposta di lavoro. Ho solo voluto evitare la pubblicazione di  altrui.

mercoledì 5 aprile 2017

Il mio festival. 5 aprile. PERUGIA #ijf17

Il mio festival del giornalismo parte bene. Schivo la pioggia, seguo un paio di interventi #law&order, lavoro (per davvero) nella sala colazioni del Brufani, intervisto #Facebook, che pare maledettamente perbene, evito meeting troppo affollati, chiudo nella Sala dei Notari con un Eugenio Fittipaldi dell'Espresso, oggettivamente strepitoso. Gli faccio una domanda tecnica sulla privacy. E lui reagisce pronto, quasi sincero.  Mi sento molto una milanese a #Perugia. Sarà l'appartamento bohemienne con vista in pieno centro storico. Sarà tutto il resto.. bella. Bella vera.

martedì 4 aprile 2017

Pratiche aziendali corrette. Etica. Domani a Perugia

Domani sarò senz'altro a questo evento: 
I consumatori hanno fame di etica, alle 16 all'Hotel Brufani, dove si parlerà di Istituzioni e politica osservate speciali su credibilità e fiducia, consumatori sempre più esigenti sui temi etici: in questo scenario si muove la comunicazione aziendale contemporanea. Qual è il ruolo delle imprese e quale deve essere il contributo del giornalismo nel raccontare le buone pratiche aziendali o al contrario nel fare luce su pratiche industriali lontane da standard etici oramai consolidati in sempre più parti del mondo